Pubblicato il 2026-08-02
Molto prima di WikiRacing, l'idea di trasformare la navigazione su Wikipedia in un gioco esisteva già in diverse forme. Ripercorriamo la storia di un genere nato da un comportamento che quasi tutti hanno vissuto: partire da un articolo e ritrovarsi, ore dopo, in un posto completamente diverso.
Fin dagli albori di Wikipedia, all'inizio degli anni 2000, i lettori notano lo stesso fenomeno: ogni articolo è pieno di link ad altri articoli, e basta un clic curioso per finire in una direzione del tutto inaspettata. Questo comportamento, soprannominato "rabbit hole" (la tana del coniglio, in riferimento ad Alice nel Paese delle Meraviglie), è diventato una battuta universale molto prima che un gioco lo adottasse ufficialmente.
Uno dei primi formati strutturati attorno a questa idea è stato Wikispeedia, un progetto sviluppato inizialmente in un contesto di ricerca accademica per studiare come gli esseri umani navigano in grandi reti di informazioni. La regola: collegare due articoli di Wikipedia usando solo link interni, con il minor numero di clic possibile. Wikispeedia è servito soprattutto come strumento di studio sulla navigazione e la struttura del web, ma il suo formato di gioco ha ispirato direttamente i progetti successivi.
Alcuni anni dopo, siti come The Wiki Game hanno ripreso lo stesso concetto in un contesto puramente ludico e di massa, senza alcuna finalità di ricerca. La regola resta la stessa — due articoli, un percorso da trovare — ma l'attenzione si sposta sulla competizione tra amici e sulla condivisione dei punteggi. È in questo momento che il "gioco di corsa su Wikipedia" diventa un genere riconoscibile, con proprie comunità online.
Le prime versioni di questi giochi condividevano un limite comune: restavano fondamentalmente solitarie, con classifiche asincrone nella migliore delle ipotesi. WikiRacing è stato pensato per andare oltre, aggiungendo ciò che mancava a questi formati: multiplayer in tempo reale, un sistema di classifica ELO competitivo ispirato agli scacchi e agli esport, una campagna progressiva di 50 livelli e sfide giornaliere condivise da una comunità mondiale in undici lingue.
Vent'anni dopo gli albori di Wikipedia, l'idea di fondo resta sorprendentemente intatta: due articoli, dei link, un percorso da trovare. Ciò che è cambiato è il modo di giocarci — dalla curiosità solitaria ai duelli classificati in tempo reale. La tana del coniglio è diventata uno sport.